Benessere e salute uditiva

Smart working e ipoacusia: 5 consigli per avere successo nel lavoro a distanza

By 18 Marzo 2021 Marzo 24th, 2021 No Comments

Lo smart working è entrato a far parte della realtà lavorativa di ogni professionista, sia pubblico che privato, tanto che esiste oggi un quadro normativo di riferimento che lo legittima e lo regolamenta.

Se per le aziende italiane fino a poco tempo fa il lavoro da casa sembrava fantascienza, in un momento caratterizzato dalla chiamata al distanziamento sociale moltissime realtà ne hanno capito le potenzialità e non possono più farne a meno.

Determinati aspetti del lavoro a distanza, però, possono essere difficili da gestire per chi soffre di un abbassamento dell’udito poiché l’ipoacusia può avere un’incidenza importante sulla quotidianità del professionista in smart working.
Vediamo quindi come comportarsi per vivere il lavoro da casa serenamente senza farsi limitare dalla propria condizione uditiva né peggiorarla.

Indossare l’apparecchio acustico anche se si è a casa

Il professionista che soffre di ipoacusia e che si trova a lavorare da casa deve essere consapevole di quanto sia importante indossare l’apparecchio acustico durante tutto orario di lavoro, anche se si è soli nella propria area di comfort (la casa) e non in un ufficio dove lo scambio diretto con colleghi e responsabili aziendali è continuo e costante.

Può succedere infatti che chi soffre di deficit uditivo, trovandosi a lavorare in silenzio davanti ad un computer, dimentichi quanto sia utile, anche in quella situazione, mettere le proprie orecchie nella condizione di sentire bene per gestire al meglio eventi improvvisi come la chiamata di un collega o l’invito a partecipare ad un meeting online organizzato senza preavviso.

In queste situazioni è bene farsi trovare sempre pronti e in grado di poter comprendere conversazioni e passaggi di informazioni non programmati.

Imparare a gestire le conversazioni telefoniche

Il secondo consiglio da seguire per vivere lo smart working serenamente anche se si soffre di ipoacusia è quello di essere sinceri con i propri responsabili e colleghi circa il problema uditivo di cui si soffre. In questo modo sarà più semplice gestire le conversazioni telefoniche, primo ostacolo nella giornata lavorativa del dipendente ipoacusico in smart working.

Se si fatica a comprendere il proprio interlocutore dall’altro capo del telefono, è sempre bene chiedere di ripetere i concetti e le informazioni che risultano confuse, senza mostrare vergogna o sentirsi per questo motivo in una condizione di svantaggio.
Del resto, le conversazioni telefoniche possono non essere comprese del tutto anche da chi non soffre di un calo dell’udito.

Evitare di indossare auricolari, ma prediligere l’audio del pc

Chi soffre di ipoacusia, e più in generale qualsiasi persona che lavora in smart working per un tempo abbastanza prolungato, dovrebbe evitare di utilizzare auricolari per parlare in video-conferenza o al telefono, privilegiando invece l’audio del pc.

Come abbiamo avuto modo di sottolineare, infatti, i danni causati dall’uso eccessivo di cuffie e auricolari possono essere permanenti ed aggravare una situazione uditiva già compromessa.

Giocare d’anticipo

In vista di un meeting, di un appuntamento o di una riunione online importante con colleghi o clienti, può essere utile giocare d’anticipo e richiedere tutte le informazioni preliminari disponibili sullo specifico progetto e sull’agenda della giornata, così da essere pronti e preparati su quanto sarà detto e condiviso.

Mettere in campo tutte le proprie doti e risorse personali

Creatività, apertura mentale e meticolosità sono solo alcune delle doti che chi soffre di un problema di udito sviluppa nel tempo.
La capacità di trovare sempre nuove soluzioni contraddistingue qualsiasi persona che si ritrova a convivere con una condizione di salute che tenta di ostacolare la sua crescita personale e professionale.

La capacità di lavorare in autonomia, che tanto è importante quando si è in smart working, è una qualità propria di qualsiasi lavoratore ipoacusico e un punto di forza su cui fare leva per tutta la durata del lavoro a distanza.