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Cause e conseguenze della presbiacusia

By 8 Ottobre 2019 No Comments
Cos'è e come prevenire la presbiacusia

La presbiacusia è una patologia che colpisce circa il 30% degli anziani di età compresa tra i 65 e gli 85 anni e più della metà degli over ottantenni. È chiaro quindi che si tratta di un problema molto diffuso, difficile da affrontare perché coinvolge persone anziane, spesso colpite da altri deficit cognitivi. In questo articolo cercheremo di capirne di più su questa particolare tipologia di ipoacusia, sia per scoprirne le cause che per comprendere come affrontarla.

Cos’è la presbiacusia

Prende il nome di presbiacusia quella particolare condizione di ipoacusia bilaterale dovuta all’avanzare progressiva dell’età. Purtroppo è una condizione molto comune, soprattutto nei paesi industrializzati, dove l’incidenza dell’inquinamento acustico è un fattore determinante per l’insorgenza di questa problematica.  In realtà le cause della presbiacusia possono essere diverse e dipendono sia dalla qualità di vita vissuta dalla persona, sia da fattori genetici, che possono renderci più o meno inclini a sviluppare un calo dell’udito.

Cause principali

Tra i principali motivi dell’insorgenza del calo dell’udito dovuto all’età ci sono i seguenti fattori:

  • Fattori ambientali, che quindi hanno a che fare con le condizioni di lavoro e di vita che la persona affetta ha vissuto fino alla comparsa dei primi sintomi. Tra queste cause ci sono ad esempio: l’esposizione al rumore cronico a lavoro, l’inquinamento acustico della città o un trauma acustico tale da generare tinnito;
  • Fattori genetici, ossia una naturale predisposizione familiare all’abbassamento dell’udito, perché ereditata dai genitori;
  • Fattori endogeni, come infiammazioni croniche e stress ossidativo, dovuti proprio ad un progressivo invecchiamento degli organi interni dell’orecchio, causato dal passare degli anni;
  • Uso di farmaci ototossici, da cui la categoria degli anziani è più dipendente a causa delle numerose patologie di cui possono essere

Si tratta di un disturbo dell’udito che compare lentamente e di cui spesso si accorgono per primi i familiari, insospettiti dalla scarsa attenzione che l’anziano rivolge agli altri durante le conversazioni, oppure da un aumentato isolamento a cui lo stesso si sottopone. Purtroppo nel caso degli anziani è ancora più difficile intervenire tempestivamente, proprio perché sono dei soggetti che difficilmente riconoscono e ammettono di avere un calo di udito, piuttosto tendono a pensare che gli altri abbassano la voce per evitare loro di sentire. Non a caso al calo di udito negli anziani è associata anche una ridotta capacità comunicativa, che può contribuire all’isolamento e alla nascita di altre patologie a carico dell’apparato psico-cognitivo, come vedremo nel paragrafo successivo.

Presbiacusia e deficit cognitivo

Diversi studi hanno dimostrato che esiste una correlazione stretta tra l’insorgenza della presbiacusia e di un deficit cognitivo, tanto da ritenere che l’una sia una conseguenza dell’altra. Secondo una recente ricerca del Baltimore Longitudinal Study of Aging (BLSA), i soggetti con ipoacusia hanno un rischio doppio di sviluppare un declino cognitivo, rischio che diventa triplo in caso di ipoacusia moderata o grave. Le due problematiche sembrano essere entrambe causa e conseguenza dell’altra: infatti, da un lato il calo dell’udito può portare ad avere un impatto negativo sulle prestazioni cognitive, dall’altro l’essere affetto da un deficit cognitivo può comportare un abbassamento delle funzioni uditive, con la possibile perdita totale dell’udito.

L’unico rimedio è la tempestività

Non esistono ad oggi rimedi efficaci per curare la presbiacusia, ma è possibile migliorare notevolmente la qualità di vita di chi ne soffre. L’unico modo è intervenire tempestivamente, riconoscendo il problema nelle sue fasi iniziali e prenotando subito un appuntamento da uno specialista, che potrà riconoscere il livello di gravità dell’ipoacusia e trovare il rimedio più adatto a migliorare la condizione psico-fisica del soggetto.