Benessere e salute uditiva

Perdita dell’udito nell’anziano: come aiutare una persona cara ad accettarla

By 29 Ottobre 2020 No Comments

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La perdita dell’udito ha sempre ripercussioni serie sulla qualità della vita della persona che ne è colpita, indipendentemente dalla fascia di età di appartenenza.
Nel caso della presbiacusia l’affermazione assume un significato ancor più forte essendo gli anziani più predisposti, rispetto ad altre persone, al rischio di sviluppare depressione o a quello di trovarsi in condizioni di isolamento sociale.

Dal punto di vista fisico, inoltre, la perdita dell’udito negli anziani può aumentare il rischio di possibili incidenti domestici come ad esempio le cadute. L’udito, infatti, è un’abilità fondamentale per mantenere un’andatura e una postura stabili, poiché gli stimoli uditivi ci aiutano a localizzarci ed orientarci nello spazio.

Per tutti questi fattori, nel momento in cui si captano i primi sintomi della perdita dell’udito nell’anziano, familiari ed eventuali caregiver devono essere pronti a rispondere alla situazione, accompagnando la persona in questione lungo il percorso di accettazione del fisiologico abbassamento della loro capacità di sentire.

Anziani e calo dell’udito: riconoscere il disturbo ma evitare di parlarne

Chi soffre di presbiacusia il più delle volte sa riconoscere il disturbo sin dai primi sintomi, ma tende a banalizzarlo e a sottovalutarne l’importanza. Il motivo è quasi sempre legato alla vergogna e alla paura di non essere più autosufficiente dovendo gravare su figli o persone care.

Per questo motivo è importante che siano i familiari più vicini o eventuali caregiver a prendere in mano la situazione prima che le conseguenze di un disturbo dell’udito pregiudichino irrimediabilmente la qualità della vita dell’anziano.

I sintomi della presbiacusia

I sintomi del calo dell’udito nell’anziano più facili da riconoscere per chi gli è vicino sono:
frequente richiesta di parlare più lentamente o di alzare il tono della voce;
tendenza ad ascoltare radio e televisione ad un volume elevato;
rimanere in silenzio e in disparte quando è in compagnia;
• frequenti atteggiamenti di ansia allo squillare del telefono per paura di non riuscire a comprendere le parole del proprio interlocutore, non essendo possibile guardare i movimenti della sua bocca.

Come aiutare l’anziano ad accettare la presbiacusia

Parlare e incoraggiare l’anziano a confidare le sue paure è il primo passo per aiutarlo ad accettare la presbiacusia ed identificare, con l’aiuto di un professionista, la soluzione più appropriata.

Il calo dell’udito è un disturbo che può essere trattato ed è importante fissare questo concetto nella mente della persona che ne è colpita.

Il secondo passo è accompagnare il proprio caro da un medico specialista che prescriverà un esame audiometrico ed altri test dell’udito specifici per arrivare ad una diagnosi dettagliata, sulla base della quale identificare la terapia di intervento più appropriata.

La soluzione più comune al trattamento della presbiacusia prevede l’acquisto di un apparecchio acustico, che sarà facile identificare con il supporto professionale di un tecnico audioprotesista sulla base delle abitudini quotidiane del paziente e delle sue esigenze di ascolto.
Gli apparecchi acustici sul mercato sono tanti e con l’aiuto di un professionista dell’udito verranno identificate le protesi più adatte al trattamento della presbiacusia.

Conclusioni

Convivere con la presbiacusia può non essere facile. L’aiuto e il supporto psicologico da parte di familiari e caregiver sono fondamentali per stimolare nell’anziano la volontà di reagire e di trovare la strada giusta verso la soluzione del problema, tutelando così abitudini e qualità della vita.