Nelle orecchie dei bambini

Meningite e ipoacusia acquisita durante l’infanzia: incidenza e conseguenze

La meningite di natura batterica è una delle malattie che più spaventano in età pediatrica per via delle pesanti conseguenze che, un eventuale contagio, può provocare nel bambino.
Scopriamo cos’è, quale tasso di incidenza si registra in Italia e quali conseguenze può avere sul lungo periodo la meningite, focalizzandoci sul danno all’apparato uditivo che l’infezione può causare.

Cos’è la meningite

La meningite è un’infiammazione acuta che colpisce le meningi, ovvero le membrane che rivestono sia il cervello che il midollo spinale. La malattia può essere di natura virale, batterica o fungina.
Tra le tre, la più grave è la meningite batterica, meno comune rispetto a quella virale ma che porta con se conseguenze più pesanti.
Il contagio avviene dal contatto diretto con una persona malata, attraverso goccioline di saliva trasmesse per via aerea mediante starnuti e colpi di tosse.

Secondo le stime e i dati in nostro possesso, sappiamo che la meningite colpisce soprattutto neonati e bambini nei primi anni di vita per via del loro sistema immunitario non del tutto completo e funzionante.

Incidenza in Italia

Ogni anno, in Italia, vengono registrati circa 1.000 nuovi casi di meningiti batteriche soprattutto tra i bambini molto piccoli, di età inferiore ad un anno di vita.
Di questi, il 20-30% dei bambini contagiati presenta gravi conseguenze, il più delle volte permanenti e invalidanti.

Le conseguenze della meningite batterica nel bambino

Le conseguenze più gravi di un contagio da meningite batterica nel bambino sono:
• danni celebrali;
ipoacusia neurosensoriale acquisita;
• epilessia;
• ritardo neuropsichiatrico e motorio;
• paralisi.

Le conseguenze citate possono verificarsi o meno per effetto dell’infezione e, nel caso positivo, non è detto che si verifichino tutte.

Ipoacusia e meningite batterica: quale relazione?

L’ipoacusia è una delle possibili conseguenze a lungo termine nel bambino colpito da meningite batterica:
• nel 20% di casi di sordità nei bambini al di sotto dei 3 anni, questa è provocata da una meningite batterica grave;
• nel 30% di casi di ipoacusia neurosensoriale acquisita di diverso grado nel bambino, la causa scatenante è sempre la meningite batterica.

I presunti meccanismi alla base del danno acustico

Tra le ipotesi più accreditate sul legame tra meningite e ipoacusia, vi è quella per cui il danno acustico provocato dall’infiammazione delle meningi sarebbe la conseguenza diretta di una labirintite o di danni ischemici secondari.

Se l’ipoacusia è provocata dai farmaci per curare la meningite

Per trattare la meningite batterica vengono somministrati al paziente farmaci salvavita (antibiotici molto potenti) che però si contraddistinguono anche per una buona componente di ototossicità.
È stato riscontrato che, a volte, proprio questi farmaci, detti ototossici, possono mettere a rischio la salute uditiva del paziente e provocare essi stessi un deficit più o meno grave.

Intervenire tempestivamente

Poiché l’infezione da meningite può scatenare la parziale o completa perdita dell’udito nel bambino, è fondamentale intervenire tempestivamente per evitare un mancato o parziale sviluppo del linguaggio e delle capacità comunicative se il piccolo è al di sotto dei 3 anni di età.
Il deficit uditivo, infatti, nei casi riscontrati è visibile sin dalle prime avvisaglie dell’infezione alle meningi, come una delle conseguenze più comuni.
Per questo è importante sottoporre il piccolo ad una serie di test dell’udito lungo il suo percorso di cura dall’infezione: solo così si potrà procedere facendo seguire al bambino la terapia più opportuna per il problema uditivo diagnosticato.

L’ipoacusia neurosensoriale generata da una meningite batterica può essere trattata, nei casi lievi e moderati, attraverso l’ausilio di un apparecchio acustico che può aiutare il bambino a recuperare buona parte della capacità uditiva persa.