Udito: fatti e curiosità

Cos’è e come si impara la lingua dei segni

By 20 Aprile 2020 Settembre 28th, 2020 No Comments
Lingua dei segni: cosa c'è da sapere

Negli anni sono stati fatti notevoli passi avanti nel miglioramento della condizione sociale dei non udenti e delle persone ipoacusiche: fino a qualche decennio fa, chi non sentiva o aveva problemi di udito viveva in totale isolamento sociale, lontano da tutti perché incapace di comunicare con gli altri. Per fortuna negli ultimi anni si sono moltiplicati i sistemi attraverso cui anche le persone ipoacusiche o non udenti possono interagire e comunicare: uno dei più importanti sistemi di comunicazione è il la lingua dei segni. In questo articolo cercheremo di capire di cosa si tratta, come funziona e come è possibile impararla.

Lingua dei segni: cos’è

La lingua dei segni italiana (LIS) è una forma di comunicazione che utilizza un sistema complesso e codificato di segni con le mani, espressioni del viso e movimenti del corpo ed è il linguaggio maggiormente utilizzato dalle persone non udenti. Si sviluppa attraverso una combinazione di aspetti verbali, espressi con i segni delle mani, e aspetti non verbali, perciò il messaggio viene espresso con il corpo e percepito con la vista.

Come funziona la lingua dei segni

La lingua dei segni non è riconosciuta ufficialmente, anche se è molto utilizzata non solo dalle persone sorde, ma da tutti coloro che necessitano di interagire con loro: familiari, interpreti, studenti e ricercatori. Ma come funziona la lingua dei segni? Bisogna innanzitutto specificare che si tratta di una lingua a tutti gli effetti, con la sua sintassi e le sue regole grammaticali. La principale differenza con la lingua parlata è che non utilizza i suoni per esprimere un concetto, ma un insieme di segni ed espressioni facciali. Ad esempio, il tono della voce è sostituito da un’espressione del viso: c’è un’espressione per le domande dirette, una per gli imperativi e una per le frasi relative. I verbi non si coniugano in base al tempo, ma concordano sia con il soggetto che con l’oggetto; alcune parole si esprimono solo con un segno, come ad esempio la parola “Ciao”, mentre altre, come i nomi propri, si comunicano esprimendo con i segni ogni singola lettera che li compongono.

Nel mondo ci sono oltre 72 milioni di persone sorde, e non tutte comunicano attraverso la stessa lingua: ci sono infatti lingue dei segni diverse nei vari paesi

  • LIS (Lingua dei segni italiana) in Italia
  • ASL (American Sign Language) in USA
  • BSL (British Sign Language) in Inghilterra
  • LSF (Langue des Signes Française) in Francia

Solo per citarne qualcuna. Negli ultimi anni è stata creata una Lingua dei Segni Internazionale detta Gestuno, per facilitare la comunicazione tra persone sorde provenienti da paesi diversi nell’ambito dei congressi organizzati dalla Federazione Mondale dei Sordi. Tuttavia, questa forma di comunicazione è stata utilizzata solo poche volte, senza assumere mai le caratteristiche di una lingua riconosciuta a livello mondiale.

Come imparare la lingua dei segni

La prima cosa da imparare è l’alfabeto, in modo da poter comunicare ogni parola attraverso i gesti corrispondenti a ciascuna lettera. Dopo di questo, bisogna imparare i segni base, ossia quelli che si utilizzano per le comunicazioni quotidiane, per poi passare ai segni più complessi. L’unico modo per imparare bene la lingua dei segni è utilizzarla frequentemente con l’aiuto di chi è più esperto. Esistono inoltre dei corsi di base di LIS, che hanno una durata di circa tre anni e vanno frequentati di persona.

Il riconoscimento della LIS in Italia

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo in cui la lingua dei segni non è ancora riconosciuta ufficialmente. Nel 2017 il Senato ha approvato un disegno di legge nominato “Disposizioni per l’inclusione sociale delle persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordocieche, per la rimozione delle barriere alla comprensione e alla comunicazione e per il riconoscimento della lingua dei segni italiana (LIS) e della LIS tattile”, che però attende ancora l’approvazione della Camera.

Il percorso verso il riconoscimento della LIS appare ancora lungo e vede contrapposte due fazioni: quella dei segnanti, ossia le persone sorde che usano la lingua dei segni, e gli oralisti, che invece puntano ad una diagnosi precoce e all’impianto di un apparecchio acustico che possa permettere la comunicazione verbale. Staremo a vedere nel prossimo futuro quali saranno le evoluzioni di questo acceso dibattito.