Nelle orecchie dei bambini

Ipoacusia e adolescenza: i risvolti psicologici e come affrontarli

By 19 Novembre 2020 No Comments

L’ipoacusia in adolescenza è una condizione che può provocare un grande disagio nella persona che ne soffre.
In questa fase della vita il ragazzo con un calo dell’udito si trova davanti alla necessità utilizzare, più di quanto non facesse durante l’infanzia, la comunicazione tradizionale.

La consapevolezza di soffrire di ipoacusia durante l’infanzia è un processo graduale, in cui il bambino viene accompagnato passo dopo passo dai propri genitori, sempre pronti a spiegare e a proteggere.
Inoltre i bambini si rapportano con i loro simili per lo più attraverso la forma del gioco e, seppur consapevoli delle proprie difficoltà uditive, accettano la condizione con più velocità, soprattutto se il calo dell’udito è congenito.

In adolescenza la situazione cambia drasticamente: è questo il primo vero momento in cui la relazione con gli altri avviene sul piano della comunicazione tradizionale, quella fatta di parole e concetti da esprimere.
Il ragazzo che soffre di calo dell’udito comincia a sperimentare le prime vere difficoltà nel relazionarsi con gli altri, soprattutto con chi ha la sua età.

Da questi ostacoli possono scaturire conseguenze importanti sul piano psicologico, che devono essere gestite prontamente dalla famiglia ricorrendo, se necessario, all’aiuto di un professionista.
Vediamo quali sono i sentimenti più frequenti nell’adolescente ipoacusico e come aiutarlo ad affrontarli.

Il sentimento di rabbia per il dover convivere con un deficit uditivo

La rabbia è un sentimento normale in adolescenza e nel ragazzo ipoacusico può essere la conseguenza più visibile di un problema di relazione con coetanei e persone esterne al nucleo familiare.

In questa fase, infatti, la personalità e i comportamenti del ragazzo cambiano e sono sempre più condizionati dal contesto esterno nel quale si trova a vivere (scuola, attività extrascolastiche, hobby e passioni).
La confusione e lo smarrimento possono nascere in lui per il fatto di non riuscire a farsi capire o dalla difficoltà di capire gli altri.
In entrambi i casi, queste situazioni potrebbero lasciar spazio ad un sentimento di rabbia che va prontamente gestito attraverso il dialogo, la condivisione di paure e timori e l’identificazione di soluzioni.

Il senso di inadeguatezza e lo spettro dell’autoisolamento

Un sentimento comune, accanto a quello della rabbia, può essere il senso di inadeguatezza e la fragilità emotiva che possono farsi largo nella mente dell’adolescente ipoacusico.
Queste emozioni devono essere riconosciute per tempo dai genitori o dalle persone più vicine al ragazzo per evitare che si aggravino nel tempo portando all’isolamento sociale.

Non è raro che un ragazzo che soffre di deficit uditivi preferisca stare per conto proprio piuttosto che trascorrere del tempo in gruppo con i suoi coetanei.
In adolescenza, infatti, si è soliti uniformarsi a modelli prestabiliti e assumere un’identità sociale specifica a seconda del prototipo che si vuole replicare. Nel caso dell’ipoacusico è comune sentirsi “diverso” per via dei problemi uditivi e preferire il ritiro alla condivisione.
L’isolamento, quindi, può non essere subito ma cercato.

Come aiutare il ragazzo ipoacusico a stare bene con se stesso e con gli altri

L’adolescenza è un periodo complesso della vita ma anche di fondamentale importanza per gettare le basi di ciò che si vuole diventare in età adulta. Per questo motivo occorre aiutare il ragazzo ipoacusico a superare le difficoltà e a convivere con il suo deficit uditivo, spronandolo a capire che ci sono modalità e strumenti di supporto attraverso i quali è possibile vivere una vita piena sotto tutti i punti di vista.

Un ambiente fiducioso, di comprensione e in cui vi è il costante stimolo ad andare oltre le difficoltà è di fondamentale importanza nella vita del ragazzo ipoacusico. In questo modo gli sarà più facile coltivare le proprie capacità e potenzialità.

Oltre a ciò è importante accompagnare il ragazzo ipoacusico nella scelta dei mezzi e degli strumenti più adatti per la gestione e il trattamento del suo problema uditivo.
Rivolgendosi ad uno specialista dell’udito è possibile identificare il modello di apparecchio acustico più consono alle necessità di ascolto del ragazzo, perfetto per ridurre al minimo le incomprensioni e per partecipare, senza timore, alle attività collettive tipiche della sua età.