Benessere e salute uditiva

Cos’è l’iperacusia e come combattere questa ipersensibilità ai suoni

By 5 Maggio 2020 Agosto 10th, 2020 No Comments
Iperacusia: cause e rimedi dell'ipersensibilità ai suoni

Il termine “iperacusia” proviene dal greco ed è l’insieme di due parole: “iper” che significa “oltre, sopra” e “akousis” che vuol dire “udito. Dall’etimologia della parola comprendiamo quindi che si tratta di un termine medico che sta ad indicare una ipersensibilità a determinati suoni, che per le altre persone sono del tutto normali. Una prima considerazione superficiale ci potrebbe far pensare che non abbia nulla a che fare con la perdita di udito, ma in realtà le cose non stanno esattamente così, come spiegheremo più avanti. Vediamo allora nel dettaglio quali sono le cause principali dell’iperacusia e i rimedi che sono stati trovati finora per alleviare questo sintomo invalidante.

Iperacusia: cause

Gli studiosi non hanno ancora trovato delle cause certe ed univoche del perché per alcune persone certi suoni risultano fastidiosi e insopportabili; esistono piuttosto una serie di teorie differenti, che hanno trovato riscontro in casi concreti, ma ancora non si è definita una causa certa dell’iperacusia. Le teorie maggiormente accreditate sono tre: la perdita di udito, una reazione psicologica e danni alla struttura dell’orecchio. Vediamole nel dettaglio.

Causa 1. Perdita di udito

Secondo alcuni, l’iperacusia è un sintomo della perdita di udito, che si sviluppa in alcuni soggetti, i quali amplificano alcuni suoni per sopperire alla riduzione delle proprie capacità uditive. È una teoria interessante e suggestiva, ma non si spiega perché valga solo per alcune persone ipoacusiche, e per altre no.

Causa 2. Una reazione psicologica

Altrettanto affascinante è la teoria secondo cui sviluppiamo iperacusia verso suoni che associamo a esperienze negative, tali per cui alcuni rumori diventano fastidiosi e insopportabili da ascoltare, perché ci ricordano momenti di vita del passato che invece vorremmo rimuovere. Si spiegherebbe in tal modo l’iperacusia associata al disturbo post-traumatico da stress.

Causa 3. Danni alla struttura dell’orecchio

Infine, un’altra teoria molto seguita considera l’ipersensibilità verso certi suoni come una conseguenza, un sintomo di altre problematiche correlate all’orecchio. Potrebbe quindi derivare da un colpo alla testa, da un’infezione prolungata o da altre patologie come la Sindrome di Menière.

L’iperacusia nei bambini

L’iperacusia può colpire sia adulti che bambini, ma su questi ultimi ha un’incidenza maggiore e soprattutto, può avere delle conseguenze ben peggiori che sulle persone già grandi. I bambini infatti sono ancora in fase di sviluppo ed eventuali problemi uditivi possono incidere notevolmente sulle loro capacità di apprendimento e sulla loro vita sociale. Nel caso specifico, provare fastidio verso certi suoni come la campanella a scuola o le urla degli altri bambini, può compromettere la loro corretta crescita e pregiudicare il rendimento scolastico. È quindi essenziale diagnosticare l’iperacusia nei bambini il prima possibile, così da intervenire tempestivamente ed evitare conseguenze permanenti.

Suoni fastidiosi: come riconoscere i sintomi

Esistono varie forme di iperacusia, per cui alcuni trovano insopportabili un gran numero di rumori, altri manifestano intolleranza solo verso rumori forti e acuti. In ogni caso, tutti manifestano almeno una di queste reazioni:

  • Bisogno di coprirsi le orecchie
  • Pianto
  • Attacco di panico
  • Necessità di lasciare la stanza
  • Malumore

Ma quali sono i suoni più fastidiosi per la maggior parte delle persone che soffre di questo disturbo? Come è facile intuire, si tratta di suoni acuti e forti, che in generale disturbano tutti ma che diventano insopportabili per gli iperacusici, come ad esempio:

  • Clacson
  • Rumore di camion
  • Abbaiare dei cani
  • Urla e pianti dei bambini
  • Fuochi d’artificio
  • Tuoni
  • Rumore del trapano

Rimedi contro l’ipersensibilità ai suoni

Purtroppo ad oggi non esiste una cura contro l’iperacusia, quindi la diagnosi precoce è la prima forma di prevenzione. In caso di dubbio, bisogna sottoporsi a scrupolosi test dell’udito, attraverso i quali gli specialisti potranno individuare il livello di tolleranza a determinati suoni e scoprire se si soffre o meno di iperacusia. Una volta accertata la patologia, gli studiosi hanno riscontrato ottimi risultati con la terapia del suono, la stessa usata per combattere gli acufeni. Si tratta di un metodo attraverso cui è possibile desensibilizzare l’orecchio all’ascolto di determinati suoni. Come? Con l’applicazione di un apparecchio acustico che emetta a sua volta altri rumori, destinati nel tempo a distogliere l’attenzione da quelli precedenti e fastidiosi, fino ad arrivare ad annullarli del tutto. Certo ci vuole tempo (una terapia efficace dura anche 12-18 mesi) ma i risultati ottenuti finora sono molto incoraggianti.