Benessere e salute uditiva

Esame audiometrico nei bambini: cos’è e quando effettuarlo

By 17 Settembre 2019 Settembre 24th, 2019 No Comments
Quando fare esame udito ai bambini

Conoscere la qualità dell’udito del bambino è di fondamentale importanza per garantirgli un corretto livello di apprendimento del linguaggio. Esistono diverse tipologie di test dell’udito per bambini, volti proprio a mettere in atto precocemente tutte le cure necessarie ad una crescita sana. In questo articolo scopriremo quali sono gli esami udito bambini, come si eseguono e quando è opportuno effettuarli.

Esame audiometrico: come si esegue

Il test dell’udito su un bambino piccolo può presentare varie difficoltà, dovute alla poca collaborazione e allo scarso interesse verso gli stimoli acustici a cui viene sottoposto. Per questo motivo nei bambini piccoli si effettuano degli esami dell’udito oggettivi, che sono in grado di fornire delle indicazioni oggettive sul suo udito, a prescindere dall’età e dal livello di collaborazione.

I test di audiometria per bambini sono quindi una particolare tipologia di esami, che si differenziano per la modalità di esecuzione e per la capacità di fornire una valutazione quantitativa dell’udito del bambino.

Tipologie di test dell’udito nei bambini 

Esistono diversi tipi di esami audiometrici dedicati ai più piccoli e si caratterizzano sia per l’età in cui vengono effettuati, sia per il livello di deficit dell’udito del bambino. I quattro test dell’udito più conosciuti sono: Otoemissioni acustiche (OAE), Potenziali evocativi uditivi (ABR), Timpanometria e Test di audiometria comportamentale. Vediamo nel dettaglio in cosa consistono.

Otoemissioni acustiche (OAE)

Questo screening uditivo si effettua sui neonati e consiste nell’inviare degli stimoli sonori, detti proprio fotoemissioni acustiche, all’orecchio del piccolo, al fine di registrare la risposta al suono da parte della coclea. Non richiede collaborazione da parte del minore, tuttavia è preferibile che il bambino stia dormendo durante l’esame, così da poter appoggiare la sonda sonora al suo orecchio e captare eventuali deficit uditivi.

Potenziali evocativi uditivi (ABR)

I bambini a cui viene diagnosticata una ipoacusia devono sottoporsi ad altri esami più approfonditi, detti potenziali evocativi uditivi del tronco encefalico. Anche in questo caso si tratta di esami dell’udito non invasivi, che possono essere effettuati durante il sonno del bambino e consistono nell’emissione di stimoli acustici di diversa intensità. La risposta della coclea (un componente dell’orecchio interno) viene registrata attraverso degli elettrodi posti sulla testa del neonato, così da analizzare le registrazioni e fornire una stima della sua sensibilità uditiva.

Timpanometria

La timpanometria non è un vero e proprio test audiometrico, dato che non definisce la soglia uditiva del bambino, pertanto andrebbe sempre effettuata ed interpretata in correlazione ad altri esami più approfonditi. Il suo scopo è testare la condizione dell’orecchio medio e la mobilità del timpano, attraverso la somministrazione di aria all’interno dell’orecchio: sulla base del livello di vibrazione del timpano al variare della pressione dell’aria si riesce a stabilire se il soggetto è affetto da ipoacusia neurosensoriale o trasmissiva se ha un timpano perforato o piuttosto un versamento nell’orecchio medio.

Test di audiometria comportamentale

Dopo l’anno di età è possibile effettuare dei test dell’udito più coinvolgenti, perché catturano l’attenzione del bambino e permettono di comprenderne il livello di interazione con l’ambiente esterno. Questi test audiometrici consistono nella valutazione e analisi del comportamento del bambino, quando viene sottoposto a vari tipi di stimoli sonori. L’audiometrista registra le reazioni del bambino attraverso un grafico chiamato audiogramma.

Quando è necessario effettuare un test dell’udito al bambino

I genitori sono le prime persone demandate al controllo e all’analisi dei sintomi di una sospetta ipoacusia nel bambino. È molto importante, specie nei primi anni di vita del piccolo, prestare attenzione ad alcuni comportamenti del piccolo.

Alcuni dei segnali che possono determinare un campanello d’allarme sono ad esempio:

  • Se parla a voce troppo alta
  • Se si concentra molto mentre ascolta
  • Se ha difficoltà a seguire un discorso o a concentrarsi
  • Se non ha superato lo screening uditivo neonatale
  • Se ha contratto una infezione che può avere effetti sulle vie uditive

È chiaro che si tratta di considerazione generiche, che non necessariamente stanno ad indicare la presenza di un calo dell’udito nel bambino. L’unica strada per conoscere la salute uditiva del piccolo è sottoporlo ad una visita medica specialistica, in cui effettuare tutti gli esami audiometrici necessari a riconoscere l’eventuale ipoacusia nel bambino.

Fonte: Sito Ospedale Bambino Gesù