Udito: fatti e curiosità

Cinque pregiudizi sugli apparecchi acustici e come smentirli

By 26 Febbraio 2021 Marzo 4th, 2021 No Comments

L’apparecchio acustico è il mezzo maggiormente utilizzato per trattare l’ipoacusia e chi ne fa uso si rende ben presto conto dei numerosi vantaggi ad esso associati.
Tuttavia oggi, seppur la tecnologia ha fatto passi da gigante rendendo gli apparecchi acustici sempre più comodi e facili da utilizzare, c’è ancora molta diffidenza nei loro confronti, soprattutto nella fase di approccio iniziale.
Nell’immaginario collettivo, infatti, sono diversi i pregiudizi sugli apparecchi acustici. Scopriamo i cinque più comuni.

Gli apparecchi acustici sono grandi e troppo visibili

Il primo ostacolo alla scelta di affidarsi al supporto dell’apparecchio acustico è dato dal credere che questo sia ingombrante e troppo visibile. In realtà, le tecnologie sulle quali si fonda la produzione degli apparecchi acustici di oggi smentiscono questa errata credenza.
Le protesi auricolari moderne, infatti, hanno dimensioni molto più ridotte rispetto a quelle del passato e i tanti modelli in commercio permettono di scegliere e provare diversi prodotti fino a trovare quello che meglio si adatta al proprio orecchio e alle necessità di ascolto.

Pensiamo ad esempio ai dispositivi “InvisiBel”, le cui dimensioni ridotte rendono l’apparecchio acustico del tutto impercettibile all’esterno.
Anche la forma delle protesi di nuova generazione è molto cambiata rispetto al passato, proponendo modelli dal design gradevole e la possibilità di scegliere tra diverse tonalità di colore.

La tecnologia degli apparecchi acustici è studiata per l’ipoacusia nell’anziano

Anche l’idea che gli apparecchi acustici siano progettati solo ed unicamente per rispondere alle esigenze della popolazione più anziana è errata.
Le protesi auricolari, infatti, si adattano alle necessità di ascolto di persone diverse, appartenenti a tutte le fasce di età, dai bambini agli anziani.
L’invecchiamento è solo una delle tante cause dell’ipoacusia, che può essere congenita o scaturita da fattori di tipo ambientale, come ad esempio un’eccessiva esposizione al rumore.

Chiedere un confronto con un professionista dell’udito non appena ci si rende conto di essere colpito da un calo dell’udito è fondamentale per evitare di tralasciare un problema che può aggravarsi nel tempo, determinando anche pesanti conseguenze dal punto di vista celebrale.

Gli apparecchi acustici fischiano

Il feedback acustico era un problema molto frequente negli apparecchi acustici di vecchia generazione e oggi, grazie alle tecnologie sempre più sofisticate, è molto diminuito. Gli apparecchi acustici moderni infatti sono progettati per evitare che il feedback acustico si verifichi e se questo succede, dipende il più delle volte da un difetto strutturale del dispositivo o dalla non completa aderenza dell’auricolare al canale uditivo. Entrambi i problemi possono essere facilmente risolti rivolgendosi al proprio audioprotesista.

L’apparecchio acustico serve solo a chi ha un’ipoacusia molto grave

Le protesi auricolari sono indicate nel trattamento dell’ipoacusia di qualsiasi grado e tipo. Credere che indossare un apparecchio acustico sia una soluzione specifica solo per chi ha un grave problema di perdita dell’udito è una convinzione errata. L’indebolimento della capacità di sentire infatti è un processo lento e spesso viene sottovalutato dalla persona stessa che ne soffre.

In realtà, alla prime avvisaglie è importante richiedere un esame dell’udito per approfondire la propria condizione e non trascurare un difetto che può provocare nel tempo pesanti conseguenze nella vita di tutti i giorni e nei rapporti con gli altri.

Usare l’apparecchio acustico rende orecchio e cervello sempre più pigri

La realtà dei fatti è molto diversa. Orecchio e cervello non si impigriscono attraverso l’uso dell’apparecchio acustico, ma al contrario, questo dispositivo tutela la loro connessione lungo l’intero processo dell’ascolto che sarebbe altrimenti alterata o interrotta.
Grazie all’ausilio dell’apparecchio acustico l’orecchio riesce a percepire il suono e lo invia al cervello che viene così stimolato, ricevendo anche quelle frequenze che in assenza della protesi non arriverebbero.

Proprio al fine di non causare ritardi o problemi celebrali è importante curare un deficit uditivo rivolgendosi tempestivamente ad uno specialista per vagliare insieme la soluzione più adatta.