Benessere e salute uditiva

Cinque benefici del trattare l’ipoacusia nella terza età

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L’ipoacusia nella terza età, detta anche presbiacusia, è una ridotta sensibilità uditiva in persone che hanno un’età avanzata. Trattare la presbiacusia, anche quando il deficit uditivo è di entità moderata, aiuta ad evitare il peggioramento di una condizione che può diventare invalidante e garantisce all’anziano una qualità di vita migliore.
Scopriamo quindi cinque benefici del curare l’ipoacusia nella terza età, con l’obiettivo di spronare quanti più possibile a prendere in considerazione la soluzione dell’apparecchio acustico dopo i 60 anni in caso si riscontri un deficit uditivo importante.

Preservare la qualità delle conversazioni con conoscenti e familiari

Può sembrare forse banale ribadire quanto il trattamento dell’ipoacusia sia importante nei pazienti over 60, ma di fatto sentire bene aiuta a preservare la qualità delle relazioni sociali.
Tutti i rapporti interpersonali passano infatti per l’ascolto e la comprensione del proprio interlocutore. Se essere in grado di comprendere gli altri è importante a qualsiasi età, lo è ancor di più per le persone anziane.
La capacità di interagire con l’altro è infatti uno stimolo importante per rimanere socialmente attivi e mentalmente emancipati in età avanzata.

Evitare l’apatia e la progressiva perdita di interesse nei confronti dell’esterno

Le difficoltà uditive nell’anziano sono sempre un campanello d’allarme. Qualsiasi problema uditivo non trattato, infatti, può provocare nel tempo apatia e indifferenza nei confronti del mondo esterno, derivanti dall’impossibilità di comprendere a pieno quel che succede e che viene comunicato.
È importante quindi agire tempestivamente per evitare di buttarsi giù con conseguenze impattanti dal punto di vista psicologico e celebrale.

Scongiurare un aumentato rischio di possibili cadute

Numerosi risultati di ricerche scientifiche hanno confermato l’esistenza di una relazione tra ipoacusia e aumentato rischio di caduta a terra, una delle principali cause della frattura del femore e di conseguente invalidità tra gli anziani.

La presbiacusia sembra essere infatti una condizione che aumenta del 20% circa il rischio di cadute proprio in virtù del ruolo importante giocato dall’udito nel mantenere una postura e un’andatura stabili nello spazio circostante.
L’ipoacusia, secondo gli studiosi, potrebbe inoltre essere il campanello di allarme di una disfunzione del sistema vestibolare coinvolto nel mantenimento dell’equilibrio e della stabilità.
Indossare un apparecchio acustico permette quindi di correggere un difetto che può dar origine a forme di disabilità più gravi.

Allontanare lo spettro dell’Alzheimer

La malattia di Alzheimer è molto diffusa in Italia e si stima che tra i fattori che potrebbero accelerare la sua sopraggiunta nei soggetti a rischio ci sia appunto un calo dell’udito non trattato.
Se è vero che malattia di Alzheimer e calo dell’udito sono collegate in un rapporto per cui la prima sarebbe una conseguenza del secondo, allora è plausibile immaginare come un uso costante dell’apparecchio acustico possa contribuire a preservare le capacità cognitive della persona per un tempo più lungo possibile.

Tutelare la propria indipendenza

L’ultimo beneficio è di fatto una diretta conseguenza dei precedenti. Correggere il difetto uditivo è, per l’anziano ipoacusico che non soffre di altre patologie, sinonimo di indipendenza e, di conseguenza, di serenità. Una serenità che deriva, nonostante l’età avanzata, dalla possibilità di essere autosufficienti senza dover gravare su figli o familiari.

Prenotare un controllo dell’udito non appena si notano problemi nella comprensione dell’altro è quindi fondamentale non solo per tutelare il benessere del proprio apparato uditivo ma quello più generale del proprio corpo e della propria mente.