Udito: fatti e curiosità

Calo dell’udito dopo il raffreddore: quale legame

By 11 Febbraio 2021 Marzo 4th, 2021 No Comments

Il calo dell’udito dopo il raffreddore è una conseguenza piuttosto comune e che nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente senza dare origine a particolari problemi.
Approfondiamo di seguito le situazioni in cui si può verificare un abbassamento dell’udito dopo il raffreddore e come comportarsi se ci si accorge di non sentire più come prima.

Cause principali dell’abbassamento di udito dopo il raffreddore

Il raffreddore che può dare origine ad un calo dell’udito è causato, nella maggior parte dei casi, dalla presenza di muco che si accumula nelle vie respiratorie superiori e nel condotto uditivo, tra loro collegati.
Le orecchie, infatti, comunicano con la parte posteriore del naso grazie alle tube di Eustachio, le quale possono essere oggetto di accumulo di catarro ed infiammazione dovuti ad infezione.

Le infezioni dell’orecchio che sopraggiungono come conseguenza dell’ingresso di virus e batteri nel condotto nasale, e poi in quello uditivo, possono essere più o meno gravi a seconda della tipologia e nei casi più comuni causano l’orecchio tappato.

L’otite catarrale è una delle infezioni più comuni legate al raffreddore e, tra le sue complicanze, annovera un temporaneo abbassamento dell’udito.

A causare un calo dell’udito dopo il raffreddore possono essere anche le allergie, che si scatenano nei soggetti predisposti durante i cambi di stagione e, in particolar modo, in primavera quando i pollini nell’aria aumentano in modo significativo. Anche in questo caso, solitamente, la capacità uditiva torna ai livelli normali nel giro di pochi giorni e conseguentemente all’inizio di una terapia di cura specifica.

Se il calo uditivo non dipende dal raffreddore

Nel caso in cui però il calo dell’udito è causato da un’infezione all’orecchio interno non legata al comune raffreddore la situazione può complicarsi. Quando il deficit uditivo è la conseguenza di un danno del nervo acustico, ad esempio, senza un adeguato trattamento, può diventare patologico e permanente.

La perdita uditiva causata da un danno al nervo acustico prende il nome di ipoacusia neurosensoriale e può essere trattata unicamente attraverso l’ausilio di un apparecchio acustico.
Le infiammazioni dell’orecchio interno sono quindi tra le più pericolose ed è bene non sottovalutarle.

Cosa fare se ci si accorge di non sentire bene

Benché il calo dell’udito dopo il raffreddore sia una condizione temporanea che tende a risolversi spontaneamente, se entro le due settimane non si riscontra un miglioramento è opportuno consultare il proprio medico curante.
Questo a sua volta potrebbe richiedere una visita specialista presso un otorinolaringoiatra per accertare la reale causa dell’abbassamento uditivo con prescrizione di un’eventuale terapia farmacologica risolutiva in caso di necessità.

Gli accertamenti richiesti nei casi più gravi

Nel caso l’otorinolaringoiatra lo ritenga opportuno, potrebbe prescrivere tra gli esami di approfondimento:
• l’esame impedenzometrico, per valutare la reazione dell’apparato uditivo al suono e lo stato di benessere dell’orecchio;
• l’esame audiometrico, per accertare la capacità uditiva del paziente;
• la rinofibroscopia, per osservare l’interno di naso, faringe e laringe attraverso un sondino e valutare la presenza di eventuali occlusioni.