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Apparecchio acustico e impianto cocleare: due soluzioni all’ipoacusia

By 3 Settembre 2020 Settembre 28th, 2020 No Comments

Apparecchio acustico o impianto cocleare
Apparecchio acustico e impianto cocleare sono due soluzioni per il trattamento dell’ipoacusia negli adulti e nei bambini.
I rimedi hanno come unico punto di contatto quello di aiutare chi soffre di un calo dell’udito a sentire meglio, ma lo fanno in modo diverso.
Facciamo chiarezza sulle principali differenze, identificando il target specifico per un dispositivo piuttosto che per l’altro.

Che cos’è e come funziona l’apparecchio acustico

L’apparecchio acustico oggi non è solo uno strumento che aiuta chi soffre di ipoacusia a sentire meglio, ma un potente mezzo di comunicazione e socializzazione, risultato dell’applicazione di una tecnologia innovativa ed avanzata al trattamento dei deficit uditivi.
Quello che vediamo dall’esterno è un congegno di dimensioni ridotte, spesso impercettibile, che aiuta chi soffre di sordità più o meno profonda a sentire suoni e frequenze che altrimenti non potrebbe distinguere. Ne consegue una miglioria in termini di comunicazione e relazioni interpersonali.

In realtà, dietro questa descrizione elementare, si cela un dispositivo altamente innovativo, costituito da:
• un microcip, programmabile in base al tipo di deficit uditivo del paziente e alle relative necessità di ascolto;
• un microfono che cattura i suoni esterni all’orecchio e li trasforma in stimoli elettrici;
• un amplificatore che amplifica i suoni catturati dal microfono e li invia all’altoparlante;
• un altoparlante che trasmette i suoni all’orecchio interno, che a sua volta li converte in impulsi elettrici da inviare al cervello;
batterie (ricaricabili o meno) che garantiscono il funzionamento del dispositivo.

Gli apparecchi acustici di ultima generazione, inoltre, sono progettati per connettersi via wireless con smartphone, tv e pc, diventando dei veri e propri microcomputer capaci di assolvere numerose funzioni.

Tutti gli apparecchi acustici hanno una struttura simile: amplificano alcuni suoni e ne abbassano altri al fine di garantire in ogni situazione una qualità di ascolto ottimale. Ogni dispositivo è però personalizzabile a seconda del tipo e del grado di sordità di chi lo utilizza.

La fase di diagnostica assume, quindi, un ruolo cruciale: per chi si approccia per la prima volta a questa tecnologia è consigliabile il consulto con un audioprotesista che, analizzando la capacità uditiva del paziente, il suo stile di vita e le necessità di ascolto, saprà identificare il modello di apparecchio acustico più appropriato e le regolazioni specifiche da effettuare sul dispositivo.

Per chi è raccomandato l’apparecchio acustico

Gli apparecchi acustici sono raccomandati a chi soffre di un deficit uditivo di lieve, moderata o grave entità, riuscendo a soddisfare le necessità di ascolto di persone che presentano problematiche anche molto diverse collegate alla perdita dell’udito.
Un deficit uditivo, che sia congenito, improvviso o degenerativo, non va mai sottovalutato per via delle pesanti ripercussioni che, nel tempo, può avere sulla qualità di vita di chi ne soffre.

Occorre quindi prestare attenzione ai primi sintomi di un calo dell’udito e dare una risposta tempestiva, rivolgendosi al proprio medico di base che identificherà l’eventuale necessità di test di approfondimento tramite uno specialista.

Che cos’è e come funziona l’impianto cocleare

L’impianto cocleare, conosciuto anche con il nome di “orecchio bionico”, è un dispositivo elettronico che viene impiantato mediante operazione chirurgica nel paziente che soffre di ipoacusia grave a causa di una lesione alla coclea, ed è a tutti gli effetti una coclea artificiale.

Il dispositivo infatti, a differenza dell’apparecchio acustico, non amplifica il suono esterno ma lo capta e lo trasforma in un impulso nervoso che invia al nervo acustico e, attraverso quest’ultimo, al cervello assolvendo così il ruolo della coclea lesionata.
Per fare ciò, l’impianto cocleare è formato da:
• un processore sonoro esterno rimovibile, che è disposto in genere sopra l’orecchio e che converte i suoni esterni in impulsi da trasmettere al nervo acustico;
• un ricevitore interno, impiantato sottopelle, che riceve gli impulsi e li trasmette al nervo acustico il quale, a sua volta, li invia al cervello per l’elaborazione.

Per chi è indicato l’impianto cocleare

L’impianto cocleare è indicato per coloro che sono affetti da sordità completa o comunque grave ma il cui nervo acustico è perfettamente funzionante.
Sia nel caso di adulti che di bambini sottoposti all’operazione di impianto, il post intervento e il relativo percorso di riabilitazione uditiva sono essenziali.

Trattandosi di un’operazione irreversibile, l’installazione di impianto cocleare è invece sconsigliata a chi è affetto da sordità grave congenita ed utilizza il linguaggio dei segni, non avendo mai fatto ricorso ad alcun tipo di ausilio acustico.

Conclusioni

Per trattare l’ipoacusia nel bambino e nell’adulto, di qualsiasi grado ed entità essa sia, è sempre bene affidarsi ad un medico specialista che, identificato il quadro clinico, saprà indirizzare il paziente affetto dal deficit uditivo verso la soluzione più idonea al trattamento del disturbo e a garantirgli una qualità di vita ottimale sotto tutti i punti di vista.