Abbassamento dell’udito nei bambini

Il calo dell’udito nei neonati e nei bambini è un disturbo largamente diffuso in Italia. Le cause scatenanti possono variare così come i sintomi e le terapie di riabilitazione. Per tutti, la prevenzione è fondamentale laddove possibile.

1 neonato ogni mille
ogni anno viene al mondo con un deficit uditivo medio grave.

1 bambino ogni 4.000
soffre di sordità.

Nel 30% dei casi totali di ipoacusia

il difetto uditivo è acquisito e progressivo.

2-3 mesi di vita

Periodo entro il quale viene effettuato il primo screening audiologico al bambino.

Le cause del calo dell’udito nei bambini

Tra i nuovi nati, la perdita dell’udito è legata per lo più a:

  • difetti genetici e fattori ereditari;
  • complicanze ed infezioni contratte dalla mamma durante la gravidanza o il parto.

Altre possibili cause, riscontrate soprattutto nei casi di calo dell’udito acquisito e progressivo tra i bambini, possono essere:

  • infezioni o malattie dell’orecchio;
  • fattori ambientali (come ad esempio un’eccessiva esposizione al rumore);
  • accumulo di cerume nel condotto uditivo;
  • lesioni dell’orecchio interno.

cause calo udito bambini
fattori di rischio calo udito bambini

Fattori di rischio

I fattori di rischio di presentare un calo dell’udito o sordità alla nascita riguardano:

  • parto prematuro e conseguente basso peso del neonato;
  • anomalie dell’orecchio esterno e del condotto uditivo;
  • valori di ittero molto alti.

I sintomi da non sottovalutare: comportamenti del bambino cui fare attenzione

Riconoscere il calo dell’udito nel bambino presuppone l’osservazione dei comportamenti del piccolo per notare eventuali anomalie. Tra queste:

  • indifferenza al verificarsi di suoni medio alti;
  • difficoltà di interazione ed espressione;
  • ritardo nello sviluppo del linguaggio;
  • disturbi dell’attenzione o comportamentali;
  • difficoltà scolastiche.

comportamenti bambino con perdita udito
sospetti abbassamento udito bambino

Cosa fare in caso si sospetti un abbassamento dell’udito nel bambino

Nel caso si sospetti un calo dell’udito nel bambino occorre rivolgersi ad uno specialista e richiedere tempestivamente un test dell’udito.
È importante agire sulla causa scatenante e ricorrere ad un apparecchio o ausilio acustico e ad una terapia di riabilitazione logopedica laddove necessario per garantire al piccolo un percorso di crescita sano ed equilibrato sotto il punto di vista fisico, psicologico e sociale.
Nel neonato, generalmente, il primo screening dell’udito va effettuato entro i 3 mesi di vita, per poi effettuare un secondo esame tra i 6 mesi e i 2 anni di età.

Trattamenti dei deficit uditivi nei bambini

Quando il calo dell’udito nel bambino è legato ad una causa temporanea (infezioni; tappo di cerume ad esempio), il medico è solito prescrivere la terapia farmacologica adeguata per risolvere il problema e ristabilire la capacità uditiva.
Quando invece la causa non è reversibile, è bene ricorrere al supporto di apparecchi acustici o impianto cocleare per compensare il deficit.
A ciò, nei bambini molto piccoli, si è soliti affiancare una terapia con uno specialista in logopedia per consentire il corretto sviluppo del linguaggio.

trattamento deficit uditivi bambini
essere genitori di un bambino ipoacusico

L’apparecchio acustico: una soluzione alla portata dei bambini

Gli apparecchi acustici per bambini sono diversi e facili da utilizzare.
Sia i modelli retroauricolari che gli endoauricolari si sono dimostrate le soluzioni migliori nel trattamento delle ipoacusie medio-gravi anche nei più piccoli.
Terapia medica e supporto tecnologico permettono di dare una risposta alla sordità infantile e ai deficit uditivi nei bambini.
La tempestività è fondamentale. Tanto prima il problema viene diagnosticato, tanto più alta sarà la possibilità di supportare il bambino nello sviluppo del linguaggio e della capacità di relazionarsi con gli altri.

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